Hidetoshi Nagasawa e la leggerezza del mondo

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Finalmente sono riuscito a visitare il MACRO di Roma, quello di via Nizza; stanco di sentirne decantare le lodi architettoniche ho deciso di fare la conoscenza di questo museo disegnato da Odile Decq  come già feci per il maxxi (Zaha Hadid) e per l’altro macro (testaccio) un po come andassi a conoscere degli alieni atterrati nella mia città.

TATE NO ME

TATE NO ME Hidetoshi Nagasawa

Non voglio parlare dell’architettura del museo, bella, semplice e suggestiva; ma di una mostra ospitata al suo interno.

6 opere dell’artista Giapponese, italiano di adozione, Hidetoshi Nagasawa

Sebbene l’arte concettuale mi lasci sempre abbastanza indifferente o meglio non riesca a provocare quel trasporto che invece avverto per l’arte figurativa (ma è un mio personalissimo limite, lo ammetto!) queste opere (forse per deformazione professionale) mi hanno affascinato molto.

Il loro essere così materiche e leggere, serene e al contempo pervase da tensioni e forze mi restituisce un’idea del mondo e della realtà in continuo attrito e in continuo equilibrio, sembrano degli oggetti che sono lì da sempre nel loro consolidato gioco di forze come  accade spesso in natura quando un masso troppo grande o un albero troppo sbilanciato sembrano sempre in procinto di collassare ma in realtà sono lì da sempre.

Tate No Me, Nagasawa

Tate No Me, Nagasawa

In TATE NO ME gli elementi di legno sono deformati per incastrarsi tra lor,o ma la loro curvatura così dolce sembra quasi naturale e ben nasconde quel gioco di forze sovrumane che invece ne costituisce la struttura e l’anima.

Un’arte ridotta a sole forze e materiali epurata da orpelli, costituita da grandi elementi in dimensioni, peso e carica evocativa; la leggerezza è solo un gioco di equilibri così come il modo è un continuo gioco di tensioni e pressioni, resistenze e cedimenti.

 

 

Personaggi in tondino di John Rilsey (1919-2002)

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personaggio in tondino, John Rilsey, 1963

personaggio in tondino, “lady lounge chair” John Rilsey, 1963

Dopo aver speso le mie migliori parole per Karim Rashid (le migliori che potrei scrivere per lui) per la sua Bambola non posso non parlare di queste meraviglie degli anni 60.

Non è facile trovare in rete materiale su questo artista/designer segnalo di seguito alcune sue opere

Chairs, settee and table. John Rilsey

Chairs, settee and table. John Rilsey

table, John Risley

table, John Risley

lady lounge chair, John Risley

lady lounge chair, John Risley

……Rashid mi aveva sorpreso troppo con la sua Bambola….la reputo ancora un bel progetto ma valuto differentemente l’originalità della sua idea.

Chiudo questo post con altre due piccole immagini:

abstract sculpture trocadero-com lostcityarts-com totemic sculpture-php

che dire, onirico e materico allo stesso tempo……credo che ci sia molto da imparare da questo sottovalutato artista.

 

Viale Ciammarra, Roma

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IMG_5282

intervento di riqualificazione urbana in viale Ciamarra, Roma

 

Un felice esempio di pianificazione urbana di luoghi pubblici è quello realizzato, ormai da qualche anno(2009), in viale Ciamarra (Roma Est).

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area “non gioco” in via Laurentina 3

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Le puntate precedenti:

Area”non gioco” in via Laurentina
Area”non gioco” in via Laurentina 2

struttura gioco Holzhof in via Laurentina, Roma

struttura gioco Holzhof in via Laurentina, Roma

Ebbene si, al posto della vecchia struttura gioco della TLF è stata istallata una nuova, direi fiammante, struttura gioco della Hozhof diversi materiali stessa configurazione gioco e quindi irrimediabilmente stesso errore progettuale.

Penso che questo intervento sia un vero elogio alla stupidità, un monumento alla sciatteria.

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…so’ greche!

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Queste strutture gioco per parchi un po d’antan le ho scovate sull’isola di Lefkada in Grecia (la citazione iniziale era d’obbligo).

strutture gioco a Lefkada

strutture gioco a Lefkada

Sono ovviamente datate e lontane dagli standard qualitativi e di sicurezza del TUV ma conservano una carica evocativa da far invidia alle più moderne linee Kompan.

Struttura Gioco a Lefkada

Struttura Gioco a Lefkada

La semplicità delle forme, l’assenza di parti complesse e tamponature così come l’utilizzo di un solo materiale rendono queste attrezzature per il gioco senza tempo.

Struttura Gioco a Lefkada

Struttura Gioco a Lefkada

Area “non gioco” in via Laurentina, Roma 2

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smantellamento struttura gioco in via Laurentina

smantellamento struttura gioco in via Laurentina

Come profetizzato nel post di un anno fa” Area “non gioco” in via Laurentina, Roma” il comune sembra essersi accorto che quest’area gioco era poco utilizzata, usando un eufemismo, e che le strutture gioco versavano in totale abbandono.

Ora non pretendo la paternità di questa rimozione non mi illudo che qualcuno dopo aver letto il post abbia deciso questo intervento….ma mi piace pensarlo.

quindi a questo attento lettore oltre a sottoporre la proposta del precedente post, vorrei anche suggerire un ulteriore uso per questa parte di città.

L’area è attraversata da un percorso ciclabile di grande importanza all’interno del nuovo piano quadro della ciclabilità del 2010, e potrebbe quindi essere utilizzata come punto di riposo/ristoro e non solo, essendo dotata anche di una capiente area di parcheggio potrebbe rappresentare un punto iniziale del percorso e magari  essere dotata di attrezzature per l’attività fisica (stretching); avrebbe sicuramente un uso maggiore rispetto all’attuale.

Vi terrò aggiornati.

Lascio le considerazioni sull’uso delle piste ciclabili a chi a già scritto in altre sedi ovvero:

http://paesaggiocritico.com/2011/01/26/il-tratto-ciclabile-colombo-laurentina/

http://www.fonte-laurentina.it/2012/05/come-costruire-una-pista-ciclabile/

 

 

ideesegni, un anno!

Il bilancio del primo anno del Blog conta 33 post, meno di quanto sperassi di scrivere e più di quanto credessi di poter fare.

Avere un blog dove ogni tanto dare corpo a pensieri e suggestioni è stata una parte importante dell’anno che è passato; un anno veramente intenso nei suoi aspetti positivi e in quelli (molti) negativi, ricco di soddisfazioni, emozioni e delusioni; nel bene e nel male è stato un anno importante, di crescita personale e professionale.

C’è sempre molto da scrivere e molto di più da fare.

Come ogni inizio d’anno sono molti i buoni propositi e tra questi sicuramente quello di incrementare il numero dei post per giungere quota 100 alla fine del 2013.

Stay Tuned

Gp

Gae Aulenti, Architetto, Designer, Donna.

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Gaetana “gae” Aulenti, Palazzolo della Stella 4/12/1927, Milano 01/11/2012

Avevo un post pronto ormai da mesi e un desiderio: incontrare questa grande interprete dell’architettura e del Design; una delle ultime testimoni di un mondo in cui le parole architetto, intellettuale, artista si confondevano fino ad identificarsi e sovrapporsi con altri nomi come Magistretti, Ponti, Ulrich, Mollino e, appunto, Aulenti.

Anche perché, non me ne vogliano le colleghe, dovendo citare un architetto donna  quello di Gae Aulenti è il primo nome che tuttora si affaccia alla mia mente; e così  l’ho sempre considerata, come un campione di quel mondo che mi piacerebbe veder realizzato intorno a me; una sorta di Giovanna d’arco contro un sistema che favorisce il Fuksas di turno reprimendo la notorietà di grandi personaggi femminili e quindi inibendo la diffusione culturale di modelli femminili.

Poltrona Sgarsul per Poltronova (1971)

Ora quel desiderio di conoscerla resterà sempre un desiderio e per certi versi un rimpianto l’esser passato mille volte dalle parti di Brera e non aver mai citofonato.

vorrei citare soltanto alcuni dei suoi progetti, ovviamente oggetti, che tengo costantemente in considerazione e che per me sono sempre fonte di ispirazione.

Lampada Pipistrello per Martinelli Luce (1966)

Poltrona da giardino Locus Solus per Poltronova (1963)

Guardandoli ora, prima di inserirli in questo post, tutti insieme nella stessa cartella non posso non notare come un filo conduttore li pervada e animi fino a farmeli piacere così tanto; sono oggetti che sfuggono i canoni consueti del loro essere vaso, poltrona, lampada; oggetti portatori di una carica vitale unica raccolta in forme dalle linee morbide ed eleganti.

vaso Riccio, per Venini (2003)

Hella Jongerius, “vulcano” olandese

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E poi dicono che in olanda non ci sono vulcani attivi…..date un’occhiata alla produzione di Hella Jongerius e poi mi saprete dire….

Jongerius lab, lo studio

Una potenza espressiva a dir poco inebriante analizzando la sua fitta galleria di prodotti si viene letteralmente proiettati in un mondo fatto di colori, materiali, tecniche costruttive, racconti immaginari e onirici.

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Ethimo, profumi e colori

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E’ da qualche anno che osservo questa giovane azienda e ne apprezzo i prodotti, ma soprattutto mi colpisce il fascino che riesce ad emanare.

Sfogliando il catalogo, visitando lo showroom e ancor di più passeggiando nel giardino botanico Moutan (la più ricca collezione di Peonie cinesi al mondo) si respirano atmosfere nuove, profumate e innovative.

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