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Gitarella culturale al Maxxi di Roma per vedere la mostra  “Gaetano Pesce, il tempo della diversità” uno dei grandi visionari del design italiano……con grande delusione la mostra non era più in programma…..(ancora una volta dovevo dar retta a mia moglie e controllare le date….) cmq al di là della mancata mostra è stata una bella occasione per vivere ancora un’altra volta quel meraviglioso spazio al di fuori del museo.

Gaetano Pesce

la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata dall’artista nel 1969 per denunciare la condizione femminile. Gaetano Pesce

Ad accrescere l’amarezza per la mancata mostra di Pesce nell’area esterna c’era ancora la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata dall’artista nel 1969 per denunciare la condizione femminile.

Lo spazio esterno, soprattutto la domenica, è un vero e proprio parco urbano in cui orde di bambini si rincorrono in monopattino o in bicicletta.

Le nostre città sono figlie della zonizzazione di questo concetto un pò manicheo secondo il quale le aree verdi sono distinte da quelle pavimentate e le aree gioco sono distinte da quelle per l’aggregazione… per cui in alcune aree puoi fare alcune cose e in altre no….Ecco questo luogo è invece l’esempio che le città chiedono a gran voce luoghi contaminati e contaminanti (nel senso buono del termine) luoghi ibridi e interessanti in cui l’arte incontra il gioco dei bambini e le chiacchiere degli adulti.

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